Buonasera.
Un medico odontoiatra, regolarmente iscritto all'albo professionale, detiene il 100% delle quote di una S.r.l. unipersonale che esercita l'attività di studio odontoiatrico.
Il professionista è inoltre titolare di una partita IVA individuale, in regime di contabilità semplificata, attraverso la quale fattura le proprie prestazioni professionali alla S.r.l. di cui è socio unico.
L'attività individuale e quella della S.r.l. sono contraddistinte dal medesimo codice ATECO.
Il figlio del professionista, sta per iniziare l'attività nello studio odontoiatrico.
Anch'egli odontoiatra abilitato e iscritto all'albo, risiede nella medesima abitazione del padre e risulta incluso nello stesso stato di famiglia anagrafico.
Il figlio non detiene alcuna partecipazione nella S.r.l. e intende avviare un'attività professionale autonoma, aprendo una propria partita IVA, per prestare servizi odontoiatrici a favore della società del padre, emettendo regolari fatture.
Si chiede:
1. Se il figlio possa accedere al regime forfettario
2. Se, ai fini della causa ostativa prevista il rapporto di parentela e la convivenza anagrafica possano determinare una situazione di controllo indiretto della società, anche in assenza di partecipazioni societarie direttamente detenute.
3. Se la coincidenza del codice ATECO e la riconducibilità delle attività economiche esercitate dalla S.r.l. e dal figlio assumano rilevanza ai fini dell'applicazione della predetta causa ostativa.
4. Se l'eventuale circostanza che il figlio fatturi esclusivamente o prevalentemente alla S.r.l. del padre possa incidere sulla possibilità di accedere o permanere nel regime forfettario.
Grazie