Buon pomeriggio.
Un nostro cliente, ditta individuale, nel 2020 ha effettuato investimenti in beni strumentali nuovi ed ha compilato il quadro RU, con codice 6933, della dichiarazione relativa al periodo d'imposta 2020, indicando un credito d'imposta di euro 40.427. Nella dichiarazione relativa al 2021 il quadro RU non è stato compilato; nel 2022 il cliente ha concesso in affitto a una s.r.l. un'azienda comprensiva di tutti i beni strumentali, tra cui quelli agevolati, mantenendo la partita IVA attiva perché titolare di altre aziende.
Nella dichiarazione relativa al 2022 il quadro RU non è stato compilato ma una parte del credito è stata utilizzata in compensazione tramite F24. Nel 2026 l'AdE ha inviato comunicazione di irregolarità ex art. 36-bis DPR 600/73 relativa al 2022, che contesta la compensazione richiedendo il versamento delle somma compensata. A gennaio 2026 la ditta comunica la sospensione della partita IVA in quanto unica azienda e quindi da tale anno i canoni verranno dichiarati come redditi diversi nel quadro RL. Presenterò le dichiarazioni integrative dal 2021 al 2025 con compilazione del quadro RU, ricorrendo al ravvedimento operoso per la violazione formale con annullamento dell'avviso bonario
Dal 2026 la ditta, ora persona fisica, conseguendo redditi diversi (RL) e con partita IVA sospesa potrà compensare il credito residuo in F24 solo con debiti riferibili all'attività d'impresa, e quindi di fatto allo stato attuale risulterà congelato, o anche con debiti non derivanti da reddito d'impresa, ad esempio l'IRPEF e le addizionali sui canoni RL fino a suo esaurimento?
Grazie