Buongiorno,
nell’anno 2024 ho acquistato un credito edilizio, da utilizzare negli anni 2024, 2025, 2026, e 2027.
L’acquisto è avvenuto nell’ambito della mia attività professionale di commercialista.
Nell’anno 2024 ho indicato fra i ricavi, la quota di credito utilizzato €. 14.608, rigo RE3.
Fra i ricavi, al Rigo RE19, ho indicato il costo di acquisto di 19.000.
La stessa cosa l’ho ripetuta nel 2025
Nel 2026 e 2027 indicherò fra i ricavi la quota di utilizzo di €. 14.608, Sempre nel rigo RE3.
Questa imputazione è avvenuta sulla base delle precedenti indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, mutate con il decreto Ominibus. Non è mia intenzione effettuare la dichiarazione integrativa per l’anno 2024 e mutare l’impostazione 2025 (dichiarazione non ancora presentata).
E’ corretta l’impostazione?
Volendo aderire al concordato preventivo per gli anni 2026 e 2027 la quota di ricavi di €. 14.608, indicati nel rigo RE3, non è classificabile come “provento straordinario” e pertanto vengono assorbiti dal reddito concordato?
Per gli Isa, determinati per la proposta di concordato, chiede il numero degli incarichi. Se nell’ambito dello stesso incarico sono state emesse più fatture, va indicato un incarico o tanti incarichi quante fatture sono state emesse?
Grazie.