Buonasera.
Un cliente gestisce da due anni un'attività di affittacamere in forma non imprenditoriale, senza partita IVA, con due camere, in un immobile condotto in locazione nel quale non ha la propria residenza.
Un terzo intende subentrare nell'attività e ha proposto un corrispettivo a corpo di euro 30.000, comprensivo di arredi e dotazioni, subentro nel contratto di locazione e avviamento di fatto (denominazione, canali di prenotazione, recensioni).
Si chiede:
come vada qualificato ai fini delle imposte dirette il corrispettivo percepito dal cedente;
se sia opportuno ripartire nel contratto il corrispettivo tra i singoli elementi ceduti e con quali effetti fiscali;
quale sia il trattamento dell'atto ai fini delle imposte indirette (imposta di registro in misura fissa o proporzionale) e quale forma debba assumere;
se sussista il rischio di una riqualificazione dell'attività come imprenditoriale, con conseguente applicazione della disciplina della cessione d'azienda (plusvalenza, IVA, imposta di registro), e quali elementi possano assumere rilievo a tal fine.
Si ringrazia anticipatamente per la cortese risposta.
Cordiali saluti