Buongiorno,
avremmo un quesito da porre in merito alla possibilità di un socio amministratore di svolgere un’attività come forfettario. La situazione è la seguente:
- Società Alfa detenuta al 50% da Tizio e al 50% dalla società Beta
- Società Beta detenuta al 75% da Tizio e al 25% da Caio
- Tizio è amministratore di Alfa e percepisce un emolumento di € 100.000
- Alfa attività di produzione e commercio prodotti chimici, rientranti nelle lettere C e G dell’ateco.
Tizio vorrebbe aprire un’attività di consulenza amministrativa (ateco 70.20 lettera N) e fatturare il 100% alla società Alfa.
Cause ostative di accesso:
a nostro avviso, quelle della lettera d del comma 57 dell’art 1 L 190/2014.
Devono verificarsi le condizioni della lettera D, D-bis, D-ter.
1- Limitazione lettera D, la limitazione non è presente in quanto pur essendo socio che di fatto controlla la società svolgerà un’attività differente;
2- Limitazione del D-ter superamento dei 35mila €, l’amministratore si dimetterà a fine anno e aprirà la partita iva ai primi dell’anno successivo, leggendo il comma ci è sembrato di capire che il termine del rapporto vale anche per loro e non solo per i dipendenti come scritto nel sito dell’Agenzia delle Entrate;
Abbiamo tuttavia dei dubbi per quanto riguarda la causa ostativa che non devono essere intercorsi rapporti nei confronti di ex datori di lavoro, la D-bis.
Qui non siamo di fronte ad un rapporto subordinato quindi non riusciamo a capire se questa clausola ostativa è presente o meno.
Per quanto riguarda l’aliquota del 5% a nostro avviso non è possibile applicarla in quanto intercorre la limitazione che verrà fatturato il 100% e quindi non rispetta i parametri del comma 65, lettera b.
C’è poi il problema di chi dovrà fare l’amministratore della società Alfa. Chiaramente l’alternativa è una persona esterna oppure il socio Caio.
E’ possibile a vostro avviso che si possa nominare amministratore la società Beta e che le sue funzioni siano svolte da Tizio?
Grazie