Buongiorno.
Si richiede chiarimento in merito alla corretta gestione fiscale delle locazioni brevi, con particolare riferimento ai seguenti aspetti:
1. La Certificazione Unica deve essere compilata secondo il criterio di cassa, indicando il reddito all’atto del pagamento effettuato dall’intermediario al locatore, con relativa ritenuta operata entro il giorno 16 del mese successivo. Tuttavia, il reddito fondiario deve essere dichiarato dal proprietario secondo il criterio di competenza. Come deve comportarsi il proprietario ai fini reddituali nel caso in cui l’intermediario versi una quota di canone nel mese di gennaio 2026 riferita a canoni di competenza 2025, la quale sarà certificata nella CU relativa ai redditi 2026 (CU 2027)? Nelle istruzioni della CU non specificano nulla.
2. L’intermediario è tenuto ad effettuare una comunicazione dei canoni di competenza 2025 non ancora corrisposti entro il 31 dicembre 2025, o l’obbligo certificativo riguarda esclusivamente gli importi effettivamente pagati?
3. Nel caso di immobile in comproprietà, è possibile suddividere le Certificazioni Uniche tra i comproprietari in base alla quota di proprietà, oppure è obbligatorio emettere una sola CU intestata ad un unico proprietario?
4. In riferimento al Vs. quesito formulato in data 20/06/2025 avente ad oggetto il trattamento fiscale delle “locazioni brevi a cavallo d’anno”, si richiedono ulteriori precisazioni in merito alla corretta imputazione del reddito. In particolare, nelle indicazioni fornite è stato precisato che i canoni con competenza 2023, incassati e certificati dall’intermediario nel corso del 2024, devono essere riportati nel Modello Redditi 2025 (periodo d’imposta 2024) in quanto inclusi nella Certificazione Unica 2025 – redditi 2024. Tuttavia, si osserva che il reddito fondiario derivante da locazione risulta, ai fini fiscali, imputato per competenza e non per cassa.
Grazie