Buongiorno Gent.mi,
il caso è quello di una società S.r.l., già artigiana ora industria per superamento limiti dimensionali (numero dipendenti), che procederà con operazione straordinaria: cessione quote ed aumento di capitale con conferimento d'opera, operazione che si concluderà in un triennio.
Tralasciando gli aspetti civilistici relativi alla operazione,
il dubbio è relativo al trattamento fiscale e previdenziale delle somme corrispondenti alla “prestazione d’opera” che sono quantificate in 60.000 € annui, 180.000 € nel triennio.
Sostanzialmente siamo a richiedervi di fornirci informazioni sul trattamento previdenziale e fiscale di questa “prestazione d’opera” sia rispetto al soggetto conferente che alla società conferitaria
Vi anticipiamo che le ipotesi che abbiamo evidenziato potrebbero essere
Socio persona fisica imprenditore (ditta individuale) o società di persone conferente: il reddito generato dall’esecuzione della prestazione confluirà nel reddito d’impresa del conferente (art. 55 TUIR).
Socio persona fisica libero professionista (titolare di partita IVA professionale): il reddito derivante dalla prestazione conferita è reddito di lavoro autonomo (art. 53 TUIR).
Socio persona fisica non imprenditore né professionista, il reddito rientrerà nei redditi diversi (categoria residuale) ai sensi dell’art. 67 co.1 lett. l) TUIR, come reddito derivante da attività di lavoro autonomo occasionale (riteniamo non applicabile visto la continuità della operazione). Si richiede un approfondimento particolare soprattutto su quest'ultima casistica.
Cordiali saluti.