Buongiorno,
un'associazione professionale è composta da due soci, Tizio e Caio, e da 2 sedi distinte A e B.
Il socio Tizio cessa l'attività e recede dall'associazione professionale. Quest'ultima viene posta in liquidazione, applicando le norme sulle associazioni non riconosciute.
La sede A verrà assegnata gratuitamente al socio superstite Caio il quale aprirà la propria partita IVA. Si ritiene che l'assegnazione della sede A al socio superstite Caio, essendo a titolo gratuito, non comporti l'emersione di plusvalenze nè in capo all'associazione professionale nè in capo al socio superstite Caio ai sensi dell'art. 177-bis comma 2 lett. d) TUIR.
La sede B invece, prima del recesso del socio Tizio e quindi prima che l'associazione venga posta in liquidazione, viene ceduta come cessione di studio (ossia come complesso organizzato di beni). La stessa sarà assoggetta ad imposta di registro al 3% e le relative plusvalenze (sui beni e sulla clientela) costituiranno materia imponibile per cassa in base alla dilazione di pagamento ed in capo all'associazione e, di conseguenza, esclusivamente in capo al socio superstite Caio per trasparenza (i pagamenti avverranno infatti successivamente al recesso di Tizio).
Si chiede cortese conferma di quanto prospettato e se si ravvisino rischi fiscali quali la riqualificazione delle operazioni.