Buongiorno.
Un contribuente residente in Italia, esercente attività di perito industriale (CODICE ATECO 74.90.91), iscritto alla cassa di previdenza dei periti industriali, con partita Iva in regime forfettario, è stato nominato amministratore in una società a responsabilità limitata con sede in Sud Africa a Città del Capo. Le sue mansioni di amministratore verranno svolte nell'anno 2026 a Città del Capo per un massimo di due mesi mentre per la restante parte dell'anno, svolgerà tale attività dall'Italia. Il compenso annuo lordo per il 2026 sarà pari ad euro 24.000,00.
Si chiede:
1) Premesso che il compenso dell'amministratore, considerato in Italia assimilato a lavoro dipendente non supera i 35.000 euro e pertanto non è causa di decadenza dal regime forfettario, è obbligato a fatturare il compenso di amministratore essendo in possesso di partita Iva?
2) Qualora il compenso di amministratore, essendo attività estranea all'attività per la quale ha la posizione IVA, dovesse restare fuori dall'obbligo di fatturazione, come viene considerato ai fini previdenziali?
3) Qualora il compenso di amministratore sia soggetto a INPS gestione separata, in che modo il contribuente può assolvere tale obbligo? La società estera deve provvedere ad aprire una posizione INPS per tale amministratore ai fini dell'assolvimento degli obblighi previdenziali in Italia?
4) Oppure, la società estera non ha obblighi previdenziali e nemmeno il soggetto italiano residente e pertanto l'emolumento non è soggetto a contributi in Italia?
Cordiali saluti.