Buonasera.
Una srl esercente l’attività di commercio all’ingrosso di macchinari industriali e relativa manutenzione, è composta da tre soci (padre e due figli).
La SRL è amministrata da un Cda in cui il Padre e Presidente e amministratore delegato, e i due figli sono amministratori delegati.
Il Padre (Presidente) è pensionato e non percepisce alcun compenso per la sua carica. I due figli percepiscono un compenso co.co.co per la carica di amministratore di euro 4.000,00 euro al mese lordi per ciascun amministratore.
La SRL tramite un verbale di assemblea dei soci e predisponendo un apposito regolamento aziendale, intende istituire un piano welfare per la categoria omogenea degli amministratori delegati. Il Piano prevederebbe che la SRL versa come previdenza complementare l’importo di euro 15.000,00 all’anno per ciascun amministratore delegato. Il Presidente anch’esso amministratore delegato rilascia una dichiarazione di rinuncia sia del compenso e sia di qualsiasi altro benefit. Pertanto la società verserebbe al fondo previdenza solo per i due amministratori delegati (i due figli e nulla per il Padre già pensionato).
Si chiede se:
· A livello fiscale, il piano che preveda il versamento solo ai due figli amministratori delegati e nulla al Padre perché rinunciatario volontariamente sia sostenibile, oppure l’agenzia possa considerarlo ad pensonam;
· Per la SRL, i versamenti di 15.000 per ogni amministratore siano deducibili per l’intero importo essendo previsto da un apposito regolamento interno aziendale (art.95 Tuir), oppure solo fino al limite di euro 5.164,57 per ogni amministratore, mentre la parte superiore non è deducibile dal reddito dell’impresa;
· Per gli amministratori, tutto l’importo versato dalla SRL non costituisce reddito da assoggettare a Irpef e contributi Inps co.co.co.
Grazie