Buonasera.
Una società a responsabilità limitata ha aderito al concordato preventivo biennale per gli anni d’imposta 2024 e 2025.
Nel mese di settembre 2025 la società ha ricevuto una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate, con la quale veniva segnalato che, nella dichiarazione Unico/ISA relativa all’anno d’imposta 2023, non risultavano indicati gli ISA precalcolati.
A seguito di tale comunicazione, la società ha provveduto a ripresentare la dichiarazione Unico 2023, con conseguente ricalcolo dei redditi di riferimento ai fini del concordato preventivo 2024–2025.
Dalla rielaborazione è emerso che i redditi rideterminati risultano superiori a quelli originariamente proposti dall’Agenzia delle Entrate e accettati dalla società in sede di adesione al concordato. Ne è derivata, di fatto, la decadenza dal concordato preventivo per gli anni 2024 e 2025, in quanto la variazione supera il 30% di quanto concordato.
Nel frattempo, la società aveva già presentato la dichiarazione Unico relativa all’anno d’imposta 2024, indicando i dati del concordato preventivo e versando le imposte sulla base dei redditi concordati.
Alla luce di quanto sopra, si chiede di conoscere:
se la società debba ripresentare la dichiarazione per l’anno d’imposta 2024, eliminando i dati relativi al concordato preventivo, come se lo stesso non fosse mai stato valido per effetto della decadenza;
se sia necessario versare le eventuali differenze d’imposta tra quanto già versato sulla base del concordato e quanto effettivamente dovuto secondo il reddito ricalcolato;
quale sia la misura percentuale delle sanzioni applicabili nel caso di specie e la percentuale da applicare al ravvedimento operoso.
Grazie