Buonasera,
Abbiamo un dubbio di natura meramente operativa in merito al caso di integrativa a sfavore presentata da un contribuente forfettario relativamente all'anno fiscale 2023, Redditi 2024, con la cui trasmissione aveva accettato la proposta di concordato.
La recentissima circolare 9/E del 2025 ha richiamato la gestione di questa casistica, già chiarita in precedenza.
In pratica, la presentazione di dichiarazioni integrative oltre i termini fissati dalla norma per l’adesione al concordato, richiede il ricalcolo della proposta ai soli fini della verifica delle ipotesi di decadenza di cui all’articolo 22 del decreto CPB. Dunque, il ricalcolo è richiesto esclusivamente per verificare che l'integrazione dei redditi mancanti non provochi un aumento del reddito concordato per un importo superiore al 30%.
Restando sotto a questa soglia, benché dovranno essere ravvedute le maggiori imposte dovute per l'anno 2023, non si dovranno modificare i versamenti per il 2024 dato che la proposta concordataria accettata resta immutata.
Fatta questa introduzione, che presumiamo sia da voi condivisa, il nostro dubbio riguarda la mera compilazione del modello dichiarativo su cui l'Ade non si è pronunciata espressamente.
Al rigo LM63 (proposta CPB) della dichiarazione integrativa viene ora elaborato un nuovo reddito concordato differente da quello della precedente dichiarazione. Ritenete corretto inviare la dichiarazione integrativa con il dato LM63 modificato e con la firma per accettazione al rigo LM64? In questo modo si darebbe contezza del fatto che il nuovo reddito concordato non è aumentato oltre il 30% però resta il dubbio circa la firma per accettazione di questa nuova proposta che in realtà ha solo "validità formale".
Sperando di aver espresso in maniera chiara il dubbio, Vi chiediamo cortesemente un parere a riguardo.
Grazie