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Pubblicato il 13-12-2016 alle 23:00 - PDF

LA MANCATA INDICAZIONE DI FATTURE ATTIVE: L'INTEGRAZIONE A SFAVORE ENTRO IL 29.12

LA MANCATA INDICAZIONE DI FATTURE ATTIVE: L'INTEGRAZIONE A SFAVORE ENTRO IL 29.12

Nell'Unico 2016 redditi 2015 è stata presentata la Dichiarazione Iva Annuale, il tutto inviato entro il 30/09/2016. La Dichiarazione Iva Annuale inviata risulta errata perché non sono state inserite n2 fatture emesse dell'importo di €9.000,00+ iva . Per tale motivo si chiedeva se era possibile inviare una Dichiarazione Annuale Iva 2016 integrativa o se si deve ripresentare il Modello Unico 2016 integrativo comprensivo della Dichiarazione Iva corretta.  Entro quale termine va presentata l'integrativa di Unico 2016 e della sola Dichiarazione Iva Annuale?

Occorre versare una sanzione per la dichiarazione integrativa? Se si in quale misura e con quale codice tributo? Per quanto poi riguarda la regolarizzazione del carente versamento Iva che scaturisce dalla Dichiarazione corretta mi sembra di aver capito che è sufficiente effettuare il ravvedimento operoso versando la sanzione del 3,75% ( 30% con abbattimento pari ad 1/8) unitamente agli interessi legali con i rispettivi codici tributo.

Relativamente allo spesometro deve essere inviato interamente comprensivo delle fatture non indicate in quello originariamente inviato E versare la sanzione pari a 1/8 di €250,00 cioè € 31,25?

Nel caso di specie il contribuente è obbligato a presentare la dichiarazione Iva (non rientrano nell'ambito dei produttori agricoli esonerati o, avendo comunque esercitato l'opzione per non fruire di tale regime; è stato peraltro esercitato l'opzione per il regime di detrazione ordinario, escludendo dunque il regime speciale Iva degli agricoltori).

Avendo messo di indicare 2 fatture emesse in dichiarazione Iva occorre procedere a ravvedimento operoso; a tal fine laddove il ravvedimento venga effettuato entro il termine del 29/12/2016 (90 gg dal termine di invio) si applica una disciplina favorevole in quanto:

  • si applica la sanzione fissa di € 27,78 (1/9 di € 250) previo invio della dichiarazione integrativa (sanando la dichiarazione infedele originaria) col codice tributo 8911 (anno "2016")
  •  si applica l'ordinaria sanzione del 30% (abbattuta in applicazione del ravvedimento operoso) per i tardivi versamenti dell'imposta (codice tributo 8904 anno "2016"); nel caso di specie si tratterebbe di abbattere a 1/8 tale sanzione del 30%

Si tenga presente che nel caso di specie il debito per Iva dovrebbe essere stato generato a livello di liquidazione periodica; in tal caso la CM 42/2016 ha ritenuto che il termine per il ravvedimento rimanga quello previsto per l'invio della relativa dichiarazione Iva (In tal caso scaduto al 30/09/2016).  Tuttavia si ritiene che tale indicazione non possa essere vincolanti, in quanto contraria ai chiaro disposto di legge dell'art. 13 Dlgs 472/97, che non pone più alcun termine all'operatività del ravvedimento operoso (ma solo un diverso abbattimento delle sanzioni applicabili; peraltro anche la dichiarazione integrativa può essere inviate entro il cd. "termine lungo" In seguito alle novità introdotte dal DL 193/2016 convertito).   Ovviamente tale problema non si pone laddove si tratti di un debito per Iva annuale (e non periodico), cioè nel caso in cui si tratti di fatture emesse nel 4° trimestre e il contribuente avesse una periodicità trimestrale Iva.

Nessuna dichiarazione integrativa di Unico andrà poi presentata (I redditi non vengono infatti modificati); si tratta solo di inviare Il modello integrativo della dichiarazione Iva, a nulla rilevando il fatto che inizialmente tale modello fosse stato presentato unitamente ad Unico.

In relazione allo spesometro si è già ampiamente dibattuto in precedenza: se si intende procedervi, si dovrà pagare la sanzione di € 31,25.

 

 

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