
Il ricorso alle indagini finanziarie costituisce uno dei vettori più invasivi a disposizione dell'Amministrazione finanziaria, che, in alcuni casi, possono anche ribaltare l'onere della prova sul contribuente attraverso presunzioni legali. A causa di questa eccezionale forza asimmetrica, in giurisprudenza si è sviluppato un dibattito circa la valenza (o necessità) per l’accesso ai conti correnti di autorizzazione formale di un organo dell’Agenzia delle Entrate. Il riferimento, per essere precisi, è alle autorizzazioni prescritte dall’articolo 32, comma 1, numero 7, del Dpr n. 600/1973 e dall’articolo 51, comma 2, numero 7, del Dpr n. 633/1972.