
Negli ultimi anni il settore agricolo ha conosciuto una profonda evoluzione organizzativa, passando progressivamente da modelli imprenditoriali fondati sull’attività individuale del coltivatore a strutture societarie sempre più articolate. In tale contesto si inserisce il D.Lgs. 99/2004, successivamente modificato dal D.Lgs. 101/2005, che ha introdotto una disciplina organica delle società agricole e della figura dell’imprenditore agricolo professionale (IAP), con l’obiettivo di favorire la crescita dimensionale e la modernizzazione delle imprese del comparto.
Il punto di partenza resta la definizione civilistica di attività agricola contenuta nell’articolo 2135 cod. civ., come riformulato dal D.Lgs. 228/2001. La norma qualifica come agricole le attività di coltivazione del fondo, selvicoltura e allevamento di animali, nonché le attività connesse esercitate dall’imprenditore agricolo.
Particolarmente rilevante è proprio il concetto di attività connessa, che ha consentito di ampliare significativamente il perimetro dell’impresa agricola, includendo operazioni di manipolazione, trasformazione, conservazione, commercializzazione e valorizzazione dei prodotti ottenuti prevalentemente dall’attività principale, oltre alle prestazioni di servizi rese mediante l’impiego prevalente di risorse normalmente utilizzate nell’azienda agricola.