
Tra gli emendamenti che saranno presentati al testo attuale del DL n. 89/2026 (cd. "decreto Carburanti-quater"), recentemente trasmesso al Senato per l’avvio dell’esame parlamentare, torna nuovamente all’attenzione il tema del ravvedimento speciale, questa volta connesso all’adesione al concordato preventivo biennale (CPB) 2026-2027.
La proposta emendativa mira a riaprire la possibilità di definire le annualità pregresse dal 2020 al 2024 mediante il versamento di un’imposta sostitutiva parametrata, anche in questo caso, ai punteggi ISA.
L’impianto normativo ricalca sostanzialmente quello già introdotto con il ravvedimento speciale previsto per i contribuenti aderenti al CPB 2024-2025, successivamente riproposto anche in relazione al CPB 2025-2026.
Nelle precedenti formulazioni, il legislatore aveva riconosciuto ai contribuenti la possibilità di regolarizzare le annualità interessate, ottenendo una forma di tutela rispetto all’attività di accertamento, subordinatamente sia all’adesione al concordato sia al versamento di un’imposta sostitutiva determinata secondo criteri forfetari.
Anche la nuova proposta conferma il collegamento diretto tra affidabilità fiscale e costo della sanatoria.
La base imponibile dell’imposta sostitutiva relativa alle imposte sui redditi e alle relative addizionali sarebbe infatti determinata assumendo la differenza tra il reddito d’impresa o di lavoro autonomo già dichiarato alla data di entrata in vigore della legge di conversione del Decreto e il medesimo reddito incrementato in misura variabile in funzione del punteggio ISA conseguito.
L’incremento previsto sarebbe pari al 50% per i contribuenti con punteggio ISA inferiore a 3, per poi ridursi progressivamente fino al 5% previsto per i soggetti con punteggio pari a 10.
Anche le aliquote dell’imposta sostitutiva risulterebbero graduate sulla base del livello di affidabilità fiscale: 15% per i contribuenti con ISA inferiore a 6, 12% per i soggetti con punteggio compreso tra 6 e 8 e 10% per coloro che presentano un ISA superiore a 8.
Per le annualità 2020 e 2021, ancora interessate dagli effetti dell’emergenza pandemica, l’emendamento prevede inoltre una riduzione del 30% dell’aliquota applicabile.
La proposta, allo stato attuale, mantiene natura esclusivamente parlamentare e dovrà pertanto essere verificata la sua concreta sostenibilità politica e finanziaria nel corso dell’iter di conversione del Decreto.
Un primo passaggio significativo sarà rappresentato dalla ripresa dei lavori della Commissione Finanze del Senato, prevista per il 26 maggio, occasione nella quale sarà possibile comprendere se il Governo intenderà sostenere l’introduzione del nuovo ravvedimento speciale collegato al CPB 2026-2027.