
La tassazione consolidata non annulla l’autonomia soggettiva delle singole società partecipanti ai fini della determinazione del reddito d’impresa. La rinuncia al credito da parte della società controllante rende i relativi interessi passivi inesistenti per la società controllata, impedendone la deduzione, indipendentemente dal fatto che tali interessi siano stati dichiarati come ricavo dalla controllante.
Lo ha stabilito la Cassazione con l’ordinanza n. 24207 depositata il 29 luglio 2026, con cui ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.