
Illegittimo il sequestro preventivo a carico del gestore dei bed and breakfast indagato per dichiarazione fraudolenta e autoriciclaggio. La Guardia di finanza, infatti, ha riqualificato come reddito d’impresa gli introiti derivanti della locazione degli immobili a fini ricettivi, escludendo l’applicazione del regime della cedolare secca perché l’attività risulta connotata da un’organizzazione professionale. L’imposta evasa, però, va calcolata non sui ricavi lordi, ma sul reddito imponibile, dunque sugli incassi al netto dei costi inerenti all’attività. E dunque l’evasione ben potrebbe risultare sotto la soglia di rilevanza penale di 30 mila euro, mentre senza il reato presupposto di natura tributaria viene meno anche l’ulteriore imputazione di cui all’articolo Cp.
Lo ha stabilito la Cassazione penale, sezione seconda, con la sentenza n. 27133 del 17 luglio 2026, con cui ha accolto uno dei motivi di ricorso proposti dal gestore di alcuni immobili utilizzati a fini ricettivi.