
Legittimo l'accertamento analitico basato sulla contabilità in nero rinvenuta in azienda durante un'ispezione della Guardia di finanza. E questo perché i brogliacci sono elementi indiziari gravi, precisi e concordanti. Per la prova contraria, al contribuente non basta disconoscerli o utilizzare dichiarazione di terzi.
È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con l'ordinanza n. 23305 del 15 luglio 2026, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle entrate estendendo un principio finora utilizzato solo in caso di accertamento induttivo.