
La Corte di Giustizia dell'Unione Europea, con la sentenza del 16 luglio 2026 (causa C-158/2025), ha stabilito un importante principio in materia di garanzie processuali per i dirigenti d'azienda, pronunciandosi sulla compatibilità eurocomunitaria dei meccanismi di coobbligazione nei reati tributari. Gli eurogiudici hanno sancito che il diritto a un ricorso effettivo, previsto dall'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, deve essere pienamente garantito all'amministratore di una società qualora l'amministrazione finanziaria attivi nei suoi confronti una decisione di chiamata in garanzia per il pagamento dell'Iva non versata dalla compagine da lui diretta.