
Il termine dilatorio di 60 giorni tra l’emanazione dell’avviso di accertamento e la consegna del pvc non dipende dalla data di notifica dell’atto impositivo, ma dal momento in cui l’atto viene firmato dal funzionario. La sottoscrizione, infatti, segna l’emanazione dell’avviso di accertamento e quindi l’esercizio del potere impositivo. Se la firma arriva prima della scadenza dei 60 giorni, l’atto è illegittimo, anche se la notifica avviene successivamente.
Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza n. 23073 depositata il 12 luglio 2026, con cui ha accolto il ricorso di una società.