
La Corte di Giustizia UE, attraverso la rilevante sentenza del 9 luglio 2026 pronunciata nella causa C-360/25, ha posto un fermo perimetro all'applicazione dei regimi di favore fiscale concessi dagli Stati membri ai grandi agglomerati finanziari. La decisione dei giudici comunitari affronta la compatibilità con il diritto europeo di quelle misure nazionali che azzerano l'imposta sul valore aggiunto nei rapporti interni a specifiche filiere commerciali. Il verdetto della Corte delinea una linea interpretativa rigorosa, tesa a equiparare le agevolazioni settoriali ingiustificate a forme di sussidio pubblico distorsive del mercato unico.