
Nelle società a ristretta base la mancata partecipazione attiva dei soci non basta a escludere il loro possibile coinvolgimento nella percezione di utili extracontabili. Per superare la presunzione di distribuzione di tali utili, infatti, i soci devono offrire una prova contraria rigorosa, capace di dimostrare la loro totale estraneità alla vita societaria o la reale destinazione dei ricavi.
Lo chiarisce la Cassazione con la sentenza n. 17215 depositata il primo giugno 2026, con cui ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.