
Un recente pronunciamento della Corte di Cassazione, tramite l'ordinanza n. 11325 del 27 aprile 2026, ha ridefinito i criteri per stabilire il corretto trattamento ai fini Iva dei beni spediti all'estero e non restituiti. La suprema corte ha stabilito che, per qualificare l'operazione fiscale, è fondamentale effettuare una ricostruzione che tenga conto della reale intenzione delle parti e degli accordi contrattuali, con particolare riferimento alla presenza di una soglia di "gratuità" o franchigia.