
La Corte di Giustizia UE, mediante la rilevante sentenza del 21 maggio 2026 pronunciata nella causa C-198/24, ha delineato i confini interpretativi applicabili all'emissione dell'ordinanza europea di sequestro conservativo su conti bancari. La decisione dei giudici comunitari si focalizza sugli elementi che l'autorità giudiziaria può legittimamente esaminare per accertare il requisito dell'urgenza. In particolare, la pronuncia stabilisce che l'analisi del magistrato non deve limitarsi al contesto attuale, potendo estendersi fino a comprendere comportamenti poco trasparenti del debitore posti in essere anche diversi anni prima rispetto al momento del deposito dell'istanza. Parallelamente, assume valore determinante la presenza di specifiche leggi ostative vigenti nel paese di stabilimento del soggetto debitore, qualora tali norme siano idonee a bloccare o rendere difficoltosa la futura attuazione del titolo esecutivo.