
Con la sentenza n. C-717/24 pubblicata il 21 maggio 2026, la Corte di giustizia europea ha emesso una pronuncia fondamentale in materia di coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. I giudici europei hanno stabilito che, durante le operazioni di calcolo della pensione di vecchiaia, gli Stati membri dell'Unione hanno l'obbligo tassativo di prendere in considerazione i benefici previdenziali attribuiti a specifiche mansioni professionali svolte all'estero. Questa interpretazione si aggancia alle tutele sulla libera circolazione dei lavoratori ed è espressamente finalizzata a impedire la perdita dei diritti previdenziali acquisiti da chi decide di spostarsi all'interno dell'Unione.