
Il giudizio civile sulla compensazione utilizzata per saldare la definizione della lite fiscale è pregiudiziale rispetto alla causa tributaria sull’impugnazione della cartella. Ma l’ordinanza cautelare con cui il Tribunale riconosce la validità della compensazione, compiuta con i crediti che la società contribuente vanta verso un ente pubblico, non libera la causa sulla cartella di pagamento dal rapporto di pregiudizialità e non consente al giudice tributario di evitarne la sospensione, dichiarando cessata la materia del contendere. Soltanto una sentenza di merito di primo grado, anche se non passata in giudicato, può aprire al giudice della causa dipendente la scelta se adeguarsi, attendere il giudicato o discostarsi motivatamente.
Lo ha stabilito la Cassazione, sezione tributaria, con l’ordinanza n. 14331 del 15 maggio 2026 con cui ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.