
Quando l’accertamento notificato alla società diventa definitivo non perché ritenuto fondato nel merito, ma semplicemente per omessa impugnazione o vizi procedurali, il socio può contestare sia l’esistenza sia l’entità dei redditi che l’ufficio gli attribuisce per trasparenza, non rilevando il rapporto di pregiudizialità.
Lo ha stabilito la Cassazione con l’ordinanza n. 12611 depositata il 5 maggio 2026, con cui ha accolto il ricorso del socio di una srl destinatario di un avviso d’accertamento Irpef fondato sulla presunzione di distribuzione di utili extracontabili.