
La Corte Costituzionale, attraverso la sentenza n. 60 del 30 aprile 2026, ha sancito un principio fondamentale riguardante i confini del potere legislativo regionale in materia di contratti pubblici. Il caso nasce dal ricorso presentato dal Presidente del Consiglio dei ministri contro l'articolo 1 della legge della Regione Toscana n. 30/2025. Questa norma prevedeva l'inserimento, all'interno dei bandi di gara regionali, di un criterio premiale destinato a favorire quegli operatori economici che garantissero ai propri dipendenti un trattamento economico minimo orario non inferiore a nove euro lordi.