
La Corte costituzionale, attraverso la sentenza n. 52 del 16 aprile 2026, ha respinto i dubbi di legittimità sollevati in merito al sistema di perequazione automatica dei trattamenti pensionistici introdotto per il biennio 2023-2024. Le questioni sollevate riguardavano il cosiddetto sistema "a blocchi", un meccanismo di rivalutazione applicato in via derogatoria dalle leggi di bilancio, che si discosta dal tradizionale modello "a scaglioni". Nonostante la Corte riconosca che tale modalità possa generare un certo appiattimento degli assegni e una crescita inferiore rispetto al passato, ha dichiarato non fondate le censure mosse, ritenendo la scelta del legislatore rispettosa dei parametri fondamentali della Costituzione.