
La Corte di Cassazione, attraverso l'ordinanza n. 4409 del 26 febbraio 2026, ha fornito importanti precisazioni in merito all'esterovestizione di società aventi sede legale in Stati non appartenenti all'Unione Europea. Il pronunciamento ribadisce la necessità di adottare principi sostanziali e non meramente formali per determinare la corretta residenza fiscale di un ente, imponendo ai giudici di merito una valutazione complessiva di tutti gli elementi indiziari forniti dal Fisco.