
Nell’accertamento tributario non sono utilizzabili gli elementi acquisiti durante l’accesso a locali del contribuente, adibiti sia ad abitazione sia a studio professionale, che non risulta autorizzato dal pm. E ciò anche se, per ipotesi, il contribuente consegni spontaneamente i documenti: pesa, infatti, l’inviolabilità del domicilio. I documenti ritrovati non diventano utilizzabili solo perché il contribuente non fatto mette a verbale che si opponeva all’accesso.
Lo ha stabilito la Cassazione con l’ordinanza 8031 del 1° aprile 2026, con cui ha accolto il ricorso di un contribuente.