
La giurisprudenza di legittimità ha recentemente ribadito, con la sentenza n. 1077 del 23/01/2026 della Corte di Cassazione, che il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, nei confronti del rappresentante legale di una società non ha natura punitiva né sproporzionata, anche qualora quest'ultimo non abbia tratto un profitto personale diretto dall'illecito. Il caso nasce da un sistema di società schermo finalizzato all'evasione di Iva e Ires, in cui il Gip di Foggia aveva disposto il blocco dei beni della società e, in caso di incapienza, di quelli dell'amministratore.