
La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 32281 dell’11 dicembre 2025, è tornata ad affrontare un tema ricorrente ma ancora controverso nella giurisprudenza fiscale: il valore probatorio delle dichiarazioni rese da soggetti terzi rispetto alla parte sottoposta a verifica o accertamento. In particolare, i giudici hanno confermato che tali dichiarazioni, se gravi, precise e concordanti, possono superare il mero livello indiziario e assurgere a presunzione semplice, dunque idonea, da sola, a sorreggere la motivazione di un avviso di accertamento.