
Con la sentenza n. 34191/2025, la Corte di Cassazione ha ribadito un principio rilevante in materia di reati tributari: il reato di dichiarazione infedele può essere contestato anche al prestanome che, pur non essendo l'effettivo dominus della società, abbia accettato consapevolmente il rischio che la propria carica formale venisse utilizzata per finalità evasive. La decisione offre un importante chiarimento sul dolo eventuale quale elemento soggettivo sufficiente a integrare la fattispecie di reato prevista dall’articolo 4 del D.lgs. 74/2000, laddove ricorrano determinati indicatori di consapevolezza da parte dell’amministratore di diritto.