
I debiti del de cuius sono deducibili dall’imposta di successione anche se il loro ammontare viene accertato con sentenza definitiva dopo la sua morte, a condizione che il fatto generativo del debito sia antecedente al decesso e che la sua esistenza sia dimostrata entro sei mesi dalla definitività del provvedimento giurisdizionale.
Lo chiarisce la Cassazione con la sentenza 17821 del primo luglio 2025, con cui ha rigettato il ricorso dell’Agenzia delle entrate.