Quesiti20/07/2026CREDITO INPS PF2026 - COMPENSAZIONEBuongiorno, il credito inps risultante da dichiarazione dei redditi 2026 (inferiore ai 5000.00) può essere portato in compensazione SENZA aver prima presentato la dichiarazione stessa In caso contrario, se già utilizzato come procedere per sanare l'utilizzo Grazie Con riferimento al quesito posto si rammenta che INPS nella Circolare 62/2026 ha precisato, in particolare, che: "L’importo eventualmente risultante a credito dalle colonne 19 o 33 del Quadro RR, sezione I del modello Redditi 2026-PF può essere portato in compensazione nel modello F24, indicando come periodo di riferimento esclusivamente l’anno 2025 e l'importo che si intende compensare" Si evidenzia che in tale documento non vengono fornite indicazioni in merito alla necessità di inviare precedentemente alla compensazione la dichiarazione dei redditi. Sul punto anche diversa autorevole dottrina, che si condivide, afferma che - attualmente - non è richiesto il previo invio della dichiarazione dei redditi per compensare crediti INPS dalla medesima scaturenti.
Quesiti20/07/2026Familiare a caricoBuongiorno, una persona fisica ha: redditi derivanti da proprietà immobili per euro 2.000,00; CU Inps quadro 464 per euro 4.307,00 esenti; Può essere a carico del marito Ringraziamo e porgiamo cordiali saluti In merito al quesito posto si rammenta che l'art. 12, comma 2, TUIR dispone che: "2. Le detrazioni di cui ai commi 1 spettano a condizione che le persone alle quali si riferiscono possiedano un reddito complessivo, computando anche le retribuzioni corrisposte da enti e organismi internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni, nonché quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica, non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili."
L’evoluzione della Giurisprudenza 20/07/2026Responsabilità solidale Iva: la Corte di Giustizia UE garantisce il diritto di difesa e il ricorso incidentale per l'amministratoreLa Corte di Giustizia dell'Unione Europea, con la sentenza del 16 luglio 2026 (causa C-158/2025), ha stabilito un importante principio in materia di garanzie processuali per i dirigenti d'azienda, pronunciandosi sulla compatibilità eurocomunitaria dei meccanismi di coobbligazione nei reati tributari. Gli eurogiudici hanno sancito che il diritto a un ricorso effettivo, previsto dall'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, deve essere pienamente garantito all'amministratore di una società qualora l'amministrazione finanziaria attivi nei suoi confronti una decisione di chiamata in garanzia per il pagamento dell'Iva non versata dalla compagine da lui diretta.