L’evoluzione della Giurisprudenza 24/01/2026La Corte UE dichiara incompatibile con il diritto dell’Unione la tassa ungherese sui materiali da costruzioneCon la sentenza del 22 gennaio 2026, pronunciata nella causa C-144/24, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha accolto in parte il ricorso della Commissione europea contro l’Ungheria, dichiarando illegittime alcune misure adottate nel settore minerario e dei materiali da costruzione, introdotte a partire dal 2021. La pronuncia tocca aspetti fondamentali in materia di libertà di stabilimento e di non discriminazione tra operatori economici, principi cardine dell’ordinamento dell’Unione.
Notizie Flash 24/01/2026Prestazioni rese da associazioni autonome: la Corte UE amplia il perimetro dell’esenzione IVACon la sentenza del 22 gennaio 2026, pronunciata nelle cause riunite C379/24 e C380/24, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha chiarito importanti profili interpretativi dell’articolo 132, paragrafo 1, lettera f), della Direttiva 2006/112/CE in materia di esenzione dall’IVA per i servizi forniti da associazioni autonome di persone ai propri membri. Il verdetto incide significativamente sulla prassi di taluni Stati membri che subordinavano il beneficio fiscale a una connessione esclusiva tra la prestazione resa e l’attività esente svolta dai destinatari.
Notizie Flash 24/01/2026Informazioni tariffarie vincolanti: la decisione sull’impugnazione può avere effetto retroattivoCon le conclusioni rese il 22 gennaio 2026 nella causa T-150/25, l’Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha affrontato un tema di forte rilievo in ambito doganale, riguardante l’efficacia temporale delle decisioni relative ai ricorsi contro le informazioni tariffarie vincolanti (ITV). Al centro della controversia vi è la possibilità, per il diritto nazionale, di attribuire effetto retroattivo a tali decisioni, con decorrenza dalla data originaria di rilascio della classificazione doganale da parte dell’autorità competente.
Notizie Flash 24/01/2026Accisa sul gasolio: quando NON si applicano gli aumenti e come si calcola il rimborsoCon una informativa del 22 gennaio 2026, l’Agenzia delle Dogane è intervenuta per chiarire un aspetto molto rilevante nella disciplina dell’accisa sul gasolio usato come carburante, soprattutto dopo le modifiche normative introdotte dal D.Lgs. 28 marzo 2025, n. 43 L’obiettivo dei chiarimenti è risolvere dubbi operativi sorti in merito alle variazioni in aumento dell’aliquota di accisa e, in particolare, stabilire con precisione in quali casi tali aumenti non devono essere applicati, mantenendo invece in vigore l’agevolazione già riconosciuta per determinati impieghi. Il punto di partenza è rappresentato dal D.Lgs. n. 43/2025, che ha introdotto aggiornamenti alla disciplina delle accise, incidendo anche sulle modalità con cui possono essere determinate le variazioni in aumento dell’aliquota di accisa sul gasolio L’Agenzia delle Dogane, dopo la pubblicazione del decreto legislativo, ha rilevato che sono pervenute numerose richieste di chiarimento, soprattutto con riferimento a: ambito di applicazione degli aumenti impieghi esclusi dalle variazioni in aumento criteri di calcolo del rimborso rapporto tra la precedente prassi e quella più recente In particolare, viene evidenziato che la circolare n. 25/D del 2011 deve essere riletta e aggiornata alla luce della successiva circolare n. 13/D del 2025, emanata dopo le modifiche legislative Aumenti dell’accisa: l’esclusione per gli impieghi della Tabella A Il chiarimento centrale riguarda un principio preciso: le variazioni in aumento dell’aliquota di accisa sul gasolio usato come carburante non operano indistintamente in ogni caso.
L’evoluzione della Giurisprudenza 24/01/2026Iscrizione a ruolo: la comunicazione non è impugnabile, anche per l’obbligato solidaleCon l’ordinanza n. 31530 del 3 dicembre 2025, la Corte di Cassazione ha chiarito un principio di rilievo in materia tributaria, stabilendo che la comunicazione preventiva di iscrizione a ruolo notificata al cessionario – quale obbligato solidale per l’IVA non versata dal cedente – non costituisce un atto impugnabile, poiché non assume natura provvedimentale e ha mero valore informativo. La vicenda riguarda un’impresa attiva nel commercio all’ingrosso di apparecchi e materiali telefonici, che aveva ricevuto dall’Agenzia delle Entrate una comunicazione di iscrizione a ruolo, in quanto cessionaria di beni acquistati a valori inferiori al mercato.
Fisco passo per passo 24/01/2026Trust estero, liberalità e cessione infra-quinquennale: quando si applica la disposizione antielusiva dell’art. 16 L. 383/2001L’Agenzia delle Entrate, nell’Interpello17/2026, affronta un complesso caso di trasferimenti partecipativi effettuati tramite un trust svizzero, ponendo al centro dell’attenzione la disapplicazione della norma antielusiva ex art. 16, comma 1, L. 383/2001, in caso di cessione infra-quinquennale della nuda proprietà di partecipazioni in una S.r.l. italiana. Un cittadino italiano, residente in Svizzera, aveva ricevuto la nuda proprietà del 60 delle quote di una S.r.l. italiana (Società Alfa) tramite una distribuzione effettuata da un trust svizzero, istituito dalla madre nel 2020 e poi estinto nel 2022.
Fisco passo per passo 22/01/2026Trasferimenti mortis causa verso enti svizzeri: niente esenzione dall’imposta se manca la reciprocitàCon l’Interpello 16/2026, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che non è applicabile l’esenzione dall’imposta sulle successioni prevista dall’art. 3, comma 4, del Testo unico delle successioni e donazioni (TUS) nel caso di trasferimento di partecipazioni sociali italiane a favore di un ente territoriale svizzero, in assenza della condizione di reciprocità di trattamento. La questione prende avvio da un’istanza di interpello formulata da un Comune svizzero del Canton Ticino, designato erede universale di una cittadina svizzera defunta (la de cuius) con testamento redatto secondo la legge elvetica.
Fisco passo per passo 22/01/2026Le somme da misura coercitiva ex art. 614-bis c.p.c. non sono tassabili: chiarimenti dall’Agenzia delle EntrateCon l’Interpello 15/2026, l’Agenzia delle Entrate si è pronunciata sul regime fiscale applicabile alle somme corrisposte a titolo di misura coercitiva indiretta ai sensi dell’art. 614-bis del Codice di procedura civile, chiarendo che tali importi non assumono natura reddituale e, pertanto, non devono essere assoggettati a tassazione. Il caso è stato sottoposto all’attenzione dell’Amministrazione finanziaria da un’associazione e da una persona fisica, in relazione a un procedimento giudiziario avviato per ottenere la cessazione di condotte lesive da parte di alcune società produttrici di dispositivi medici.
Notizie Flash 22/01/2026Verso un’Europa connessa: la Commissione propone nuove regole per reti digitali integrate e resilientiLa Commissione europea ha presentato, in data 21 gennaio 2026, una proposta di regolamento destinata a trasformare in profondità il panorama normativo delle reti di connettività all’interno dell’Unione. Il nuovo quadro giuridico, denominato Digital Networks Act (DNA), intende superare le frammentazioni esistenti tra ordinamenti nazionali per creare un mercato unico delle telecomunicazioni, in grado di sostenere gli investimenti infrastrutturali necessari per le tecnologie emergenti, come intelligenza artificiale, cloud computing e applicazioni satellitari.
Notizie Flash 22/01/2026Nuovo protocollo tra MAECI e Commercialisti per sostenere l’espansione internazionale delle impreseIl Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) hanno siglato un protocollo d’intesa strategico, presentato con comunicato stampa il 21 gennaio 2026, con l’obiettivo di rafforzare il sostegno all’internazionalizzazione delle imprese italiane. Si tratta di un’iniziativa congiunta pensata per incentivare un utilizzo più diffuso, consapevole e accessibile degli strumenti pubblici di promozione internazionale, in particolare da parte delle micro, piccole e medie imprese (MPMI), spesso penalizzate dall’accesso limitato a risorse informative e tecniche in ambito export.
L’evoluzione della Giurisprudenza 22/01/2026Valida la cartella di pagamento se reca gli estremi del controllo formaleCon l’ordinanza n. 30835 del 24 novembre 2025, la Corte di cassazione ha confermato la validità della cartella di pagamento emessa a seguito di un controllo formale ex art. 36-ter del Dpr n. 600/1973, anche in assenza di ulteriori motivazioni, qualora contenga l’indicazione degli estremi della comunicazione bonaria precedentemente inviata al contribuente. La Suprema Corte ha chiarito che, in caso di controllo formale, la cartella assolve contestualmente una duplice funzione: Riscossiva, in quanto è lo strumento con cui si procede all’incasso delle somme dovute; Impositiva (cosiddetto atto impo-esattivo), perché fa seguito a una verifica formale da cui emergono elementi impositivi, già comunicati al contribuente.