Buonasera,
una società di diritto svizzero con sede legale in svizzera decide di aprire una sede secondaria in Italia dove di fatto si svolgerà la produzione e vi sarà una parte della sede amministrativa. Il commercialista svizzero sostiene che la brench italiana (una stabile organizzazione, che opera con macchinari, uffici etc) debba limitarsi a registrare una propria contabilità interna, da inviare poi alla sede Svizzera che provvede ad elaborare il bilancio e ivi depositarlo, e analogamente fare con la dichiarazione dei redditi, pagando quindi le imposte sui redditi, di fatto prodotti in Italia, solamente in Svizzera. Si sottolinea che la sede secondaria ha già aperto una propria partita iva italiana, fatturando ai clienti finali direttamente con la partita iva italiana e versando e incassando quindi l'Iva con le regole italiane.
Il sottoscritto ritiene tuttavia che il fisco con tale impostazione possa non vedere di buon grado la mancata tassazione in Italia di redditi ivi prodotti e ritiene che la dichiarazioni fiscali (anche redditi) debbano essere presentati in Italia con le regole ordinarie e ivi versate le imposte per i redditi prodotti dalla sede secondaria. Per quanto riguarda i registri iva e libro giornale si ritiene debbano essere ugualmente tenuti in Italia.
L'approccio da me proposto risulta condivisibile oppure la soluzione proposta dal commercialista svizzero risulta senza rischi fiscali per la brench italiana?
Per quanto riguarda il deposito del bilancio, documentandomi ho trovato che non vi è l'obbligo di redigere un bilancio della brench, ma è obbligatorio il deposito della società di diritto svizzero. È corretto?
Grazie