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Pubblicato il 19-12-2016 alle 18:54 - PDF

Voluntary disclosure per i contanti: applicazione pratica

Voluntary disclosure per i contanti: applicazione pratica

DOMANDA

Una persona fisica non titolare di partita IVA ha trasferito da circa 2 anni in conti correnti a Dubai contante per circa 1.500.000 euro. Lo stesso è interessato ad aderire alla voluntary disclosure bis scadente 2017. Dalle disposizioni vigenti anche con la proroga - finanziaria 2017 - sembra di capire che per sanare la posizione bisogna calcolare una aliquota dello 0,5% per mancata presentazione del modello RW e un 27% sulla resa della somma nei depositi bancari con un rendimento del 5% annuo.

E' corretta tale impostazione di calcolo? E se si, per quanti anni dobbiamo calcolare le sopracitate percentuali?

Se l'impostazione è errata potete comunicarci come dovremo agire, con quali tempi e percentuali?

RISPOSTA

L'art. 7 DL 193/2016 come convertito in legge non modifica il meccanismo di definizione agevolata della voluntary disclosure, né le sanzioni applicabili.

Dunque troveranno applicazione:
a) le ordinarie sanzioni previste per l'omessa indicazione a quadro RW (6% dell'importo non indicato, considerato che Dubai è un paese black list), ridotte al 50% nel caso in cui le attività vengano rimpatriate (o si proceda a rilasciare l'apposita autorizzazione detta "waiver" da parte dell'intermediario finanziario estero); in caso contrario l'abbattimento delle sanzioni è di 1/4
b) il criterio forfetario di tassazione dei redditi esteri e le sanzioni applicabili per la dichiarazione infedele, da abbattere poi a 1/4.  Considerato che le attività estere sono inferiori ad €. 2.000.000, è ammesso optare per la tassazione forfettaria con applicazione del coefficiente di redditività del 5% annuo, con tassazione di tale reddito con applicazione dell'aliquota al 27% (tale azione sarà comunque molto gravosa, considerato che difficilmente il conte avrà fruttato più di tale percentuale nel territorio degli emirati arabi).

In relazione a quest'ultimo aspetto, considerato che Dubai non risulta aver stipulato alcun accordo finalizzato allo scambio di informazioni (neppure in occasione della voluntary disclosure, come avvenuto per la Svizzera), si avrà che:
a) la sanzione applicabile sui redditi esteri sarà pari al 180% della maggiore imposta [cioè pari al 90% (dichiarazione infedele) che va poi raddoppiata (paese black list) e moltiplicata per 1/3 (reddito estero), con successivo abbattimento a 1/4]
b) il periodo accertabile rimane pari a 2 anni, ove sarà possibile dimostrare il trasferimento nel 2014 (non ha dunque senso parlare di raddoppio del termine per l'accertamento).

Dal punto di vista operativo l'istanza per la volontà di potrà essere presentata fino al 31/07/2017 (partendo anche da adesso), mentre la apposita relazione potrà essere presentata entro il 30/09/2017.

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19-12-2016 18:54
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Le risposte ai Quesiti