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Pubblicato il 10-01-2018 alle 02:00 - PDF

Aliquota iva ridotta su beni significativi: l’individuazione del valore con vincoli precisi

Aliquota iva ridotta su beni significativi: l’individuazione del valore con vincoli precisi

Con il co. 19 della Legge di Bilancio per il 2018

  • con norma di interpretazione autentica
  • facendo riferimento a precedenti interventi di prassi (CM 78/2000, CM 98/2000, CM 12/2016)
  • si specificano i criteri per l’applicazione dell’aliquota IVA agevolata per la fornitura di beni significativi nell’ambito dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, chiarendo che:
  • la determinazione del valore dei ‘beni significativi’ deve essere effettuata
  • con riferimento all’accordo contrattuale tra le parti
  • sulla base dell’autonomia funzionale delle parti staccate rispetto al manufatto principale.

 

Viene inoltre chiarito che:

  • la fattura emessa dal prestatore che realizza l’intervento di recupero agevolato deve indicare:
  • oltre al servizio oggetto della prestazione
  • anche il valore dei beni di valore significativo

 

Clausola di salvaguardia

Sono fatti salvi i comportamenti difformi tenuti fino al 01.01.2018 (data di entrata in vigore della Legge di bilancio per il 2018).

 

INDIVIDUAZIONE DEL VALORE DEI BENI SIGNIFICATIVI

Sulla individuazione del valore dei beni significativi, il c. 19 della Legge di Bilancio per il 2018 chiarisce che fa fatto riferimento:

  • agli accordi contrattuali
  • che deve tenere conto solo di tutti gli oneri che concorrono alla produzione dei beni stessi e, dunque, sia delle materie prime che della manodopera impiegata per la produzione degli stessi
  • che non può, tuttavia, essere inferiore al prezzo di acquisto dei beni stessi.

 

Per quanto riguarda il riferimento agli accordi contrattuali, il Legislatore riprende quanto chiarito dall’Agenzia con la CM 71/2000

 

CM 71/2000: “assume rilievo l'art. 13 del D.P.R. n. 633 del 1972 in base al quale la base imponibile Iva è costituita dall'ammontare dei corrispettivi  dovuti al cedente o al prestatore secondo le condizioni contrattuali. Come valore dei beni elencati nel decreto ministeriale 29 dicembre 1999 deve quindi essere assunto quello risultante dall'accordo contrattuale stipulato dalle parti nell'esercizio della loro autonomia privata".

 

Viene ulteriormente previsto che gli accordi contrattuali:

  • devono tener conto degli oneri che concorrono alla produzione dei beni stessi (materie prime e manodopera impiegata)
  • prevedendo quale limite minimo il prezzo di acquisto dei beni stessi

 

In sostanza, con riferimento all’applicazione dell’aliquota IVA agevolata, si limita la potestà impositiva delle parti, stabilendo che il valore stabilito dagli accordi contrattuali

  • per il fornitore non produttore del bene significativo:
  • non può essere inferiore al prezzo di acquisto del bene stesso
  • ove il fornitore sia anche il produttore dei beni significativi: il limite minimo è al prezzo di acquisto dei beni, tenendo conto di tutti gli oneri di “diretta imputazione” che concorrono alla produzione dei beni stessi da individuare:
  • sia nelle materie prime
  • che nella manodopera diretta (operai della produzione) impiegata per la produzione degli stessi (potendo dunque escludere qualsiasi altro costo di “indiretta imputazione”: ammortamento dei macchinari, parte del costo del personale non della produzione, ecc.).

Anche in questo caso si riprendono precedenti chiarimenti dell’Agenzia, di seguito evidenziati.

 

CM 98/2000 p.to 4.1.2: “Ai fini della quantificazione dell’imponibile assoggettabile all’aliquota IVA del 10% prevista per  gli interventi edilizi dall’art. 7, comma 1, lettera b), della legge n. 488 del 1999, non esiste alcuna previsione normativa in merito alla valorizzazione dei beni di valore significativo. Si ritiene, pertanto, che come valore dei beni elencati nel decreto ministeriale 29 dicembre 1999, che costituiscono una parte significativa del valore delle cessioni effettuate nel quadro dell’intervento, debba assumersi quello, ovviamente non inferiore al costo d'acquisto, determinato dal prestatore nell’ambito della sua autonomia contrattuale”.

 

RM 25/2015: “Il valore dei suddetti “beni significativi” va determinato in base ai principi di carattere generale che disciplinano l’imposta sul valore aggiunto, non contenendo la norma agevolativa alcuna previsione in ordine alla quantificazione dell’imponibile (…). A tal riguardo, si è dell’avviso che il suddetto valore, pur nel rispetto dell’autonomia contrattuale della parti, deve tener conto di tutti gli oneri che concorrono alla produzione dei suddetti beni significativi e, dunque, sia delle materie prime che della manodopera impiegata per la produzione degli stessi”.

 

LIMITE MINIMO: posto che il fornitore tende ad attribuire il minor valore possibile ai beni significativi (così da applicare ad un maggiore importo l’aliquota ridotta del 10%, agevolando il cliente)

  • viene posto un limite minimo, costituito dal prezzo di acquisto del bene
  • escludendo dunque qualsiasi ricarico (il produttore lo applicherà nell’ambito dei propri conteggi in sede di preventivo dei lavori, ma lo dovrà imputare in fattura ai costi diversi dal bene significativo).

 

Naturalmente laddove il fornitore abbia indicato sul preventivo di spesa un valore superiore a tale limite minimo, dovrà fare riferimento al prime importo (derivante dagli “accordi contrattuali”).

 

ATTENZIONE: al fine di dimostrare il prezzo di acquisto, sembra opportuno utilizzare, per il fornitore che sia anche il produttore dei beni significativi, i dati provenienti dalla contabilità industriale, o in sua mancanza, eventuali schede analitiche di costo da esibire in sede di verifica.

Per il fornitore non produttore del bene significativo sarà sufficiente esibire la fattura di acquisto.

 

Per le imprese di piccole dimensioni, sarebbe utile tenere una distinta annotazione degli acquisti riferiti ai singoli “beni significativi”, nonché una distinta delle ore lavorate per la loro produzione.

 

SUBAPPALTO: ai fini dell’individuazione del valore minimo da attribuire ai beni significativi non è chiaro:

  • se sia ammesso applicare il medesimo prezzo di acquisto + oneri accessori sostenuti dal subappaltatore (senza ricarico), come si ritiene, considerata la natura “agevolativa” della disposizione
  • oppure si debba fare obbligatoriamente riferimento all’intera fattura del subappaltatore (considerando l’istallazione quale onere accessorio di acquisizione del bene significativo addebitato al cliente e operando, in sostanza, come il “produttore” del bene che individua un costo “di realizzazione”).

 

Esempio1

FORNITORE DEL BENE NON PRODUTTORE DELLO STESSO

Il Sig. Verdi incarica la ditta Idraulica Srl per la fornitura e posa in opera di una nuova caldaia per la sua abitazione.  La Srl procede quindi:

  • ad acquistare la caldaia da un produttore per € 4.000 + Iva 22%
  • a far sottoscrivere apposito preventivo per un costo complessivo di € 5.500 + Iva, imputato come segue:
  • € 4.000 per il costo della caldaia (pari al costo dal produttore, senza sia tenuto ad evidenziare alcun ricarico).
  • € 1.500 per la prestazione lavorativa + oneri accessori (materiali di consumo, ecc.).

 

In tal caso:

  • l’IVA al 10%: è applicabile sul valore della prestazione €. 1.500
  • sul valore del bene significativo nei limiti del valore della prestazione  (5.500 - 4.000) = €. 1.500
  • sul residuo valore (5.500 – 3.000 = €. 2.500) si applica l’Iva in misura ordinaria.

 

Variante: ove l’impresa abbia indicato nel preventivo un valore del bene pari a € 4.500; dovrà emettere la fattura come segue:

  •  2*(5.500 - 4.500) = €. 2.000 + Iva 10%
  • (5.500 – 2.000) = €. 3.500 + Iva 22%

 

Esempio2

FORNITORE DEL BENE PRODUTTORE DELLO STESSO

Nell’Esempio1 precedente si ponga ora che la Idraulica Srl abbi subappaltati i lavori ad un imprenditore artigiano, che ha emesso la seguente fattura:

    • € 4.000 per il costo della caldaia (bene significativo)
    • € 1.000 per la prestazione lavorativa

per un totale di € 5.000 + Iva 22% (nei subappalti non trova applicazione l’aliquota agevolata del 10%).

 

Si ritiene che la Srl possa operare esattamente come nel caso precedente (potendo, cioè, ancora considerare il valore di € 4.000 quale costo specifico della caldaia da addebitare al cliente, non dovendo considerare l’importo al lordo della posa del subappaltatore).

 

Esempio3

FORNITORE DEL BENE PRODUTTORE DELLO STESSO

Nell’Esempio1 precedente si ponga, infine, che il sig. Rossi si sia rivolto al produttore di caldaie Termica Spa.

Questa società ha determinato un costo interno di realizzazione pari a € 3.500 (€ 3.000 per materiali + € 500 per gli operai  addetti alla catena di produzione).

 

Il preventivo per l’installazione risulta essere di €. 5.200 + Iva; la Spa emetterà la seguente fattura:

  • importo agevolato: 2 x (5.200 – 3.500) = €. 3.400 + Iva 10%
  • importo non agevolato: 5.200 – 3.400 = €. 1.800 + Iva 22%.

 

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10-01-2018 02:00
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Il Caso