
La Corte di cassazione ha ribadito, con l’ordinanza n. 29370/2025, la legittimità dell’avviso di accertamento catastale fondato sui dati forniti dal contribuente senza necessità di un sopralluogo, qualora tali dati risultino oggettivamente sufficienti a determinare una corretta rendita catastale. Il principio si applica nell’ambito della procedura Docfa, e trova fondamento in una giurisprudenza consolidata che privilegia la sostanza tecnica dell’accertamento rispetto alla sua forma.