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Pubblicato il 13-03-2018 alle 02:00 - Autore: Redazione Fiscale

L’istanza ad ufficio incompetente evita la decadenza del contribuente dal diritto al rimborso

L’istanza ad ufficio incompetente evita la decadenza del contribuente dal diritto al rimborso

In tema di rimborso delle imposte sui redditi, disciplinato dall'art. 38, secondo comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, la presentazione di un'istanza di rimborso a un ufficio diverso da quello territorialmente competente a provvedere costituisce atto idoneo non solo ad impedire la decadenza del contribuente dal diritto al rimborso, ma anche a determinare la formazione del silenzio-rifiuto impugnabile dinanzi al giudice tributario, sia perché l'ufficio non competente (quando non estraneo all'Amministrazione finanziaria) è tenuto a trasmettere l'istanza all'ufficio competente, in conformità delle regole di collaborazione tra organi della stessa Amministrazione, sia alla luce dell'esigenza di una sollecita definizione dei diritti delle parti, ai sensi dell'art. 111 Cost.

Lo ha stabilito la Cassazione con ordinanza n. 5203 del 6 marzo con cui ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate confermando la statuizione della Ctr Lazio secondo cui anche la presentazione dell’istanza ad ufficio finanziario incompetente (nel caso di specie si trattava di imposte catastali) consente la formazione del silenzio-rifiuto quale atto impugnabile da parte del contribuente.